Disdette e problemi: telefonia fissa e internet
Allungano i tempi delle disdette, continuano a fatturare importi non dovuti, non informano. Il campionario degli ostacoli alla concorrenza è ampio. E il caso Tiscali lo conferma.
Ritardi, resistenze, comunicazioni carenti e persino bollette inviate all’utente nonostante la richiesta di disdetta fosse stata già inoltrata.
È il vasto campionario di disservizi cui troppe volte sono sottoposti i consumatori che vogliono disattivare un abbonamento telefonico, sia relativo ai servizi di telefonia fissa o a internet non c’è differenza.
Per farsi solo un’idea di quanto sia diffuso questo “mal costume” basta visitare il sito www.disdette.com e leggere le decine di testimonianze di utenti vessati dai rispettivi gestori che, in un modo o nell’altro, ostacolano la disattivazione dei servizi.
Una pratica che naturalmente contrasta con quanto prevede il decreto legge “Misure urgenti per la tutela dei consumatori” del 2007, norma voluta dall’allora ministro per lo Sviluppo economico Pier Luigi Bersani, che sancisce testualmente: “I contratti per adesione stipulati con operatori di telefonia devono prevedere la facoltà del contraente di recedere dal contratto o di trasferirlo presso altro operatore senza vincoli temporali o ritardi non giustificati da esigenze tecniche e non possono imporre un obbligo di preavviso superiore a 30 giorni”.


