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Telecom: videotelefono Sirio alice non richiesto

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Telecom: videotelefono Sirio alice non richiesto

Una storia che, se non fosse scritta agli atti di una sentenza, avrebbe del surreale. E invece va sotto la voce indifferenziata dei contratti non richiesti e, in questo caso, finisce bene solo per il coraggio e la tenacia di un’anziana signora di Benevento, ben coadiuvata dal Movimento difesa del cittadino.

La storia inizia nel 2008 quando, a 80 anni suonati, un’abbonata Telecom si vede recapitare un fiammante modello di Sirio by Alice, un videotelefono che funziona con l’Adsl Telecom.

Lo sconcerto della signora, che vive sola ed è vedova, è totale.

Non solo non lo ha mai ordinato, ma non ha neppure l’Adsl e dunque non potrebbe usarlo.

Inutile protestare: Telecom è inflessibile e comincia ad addebitarle l’inutile (per lei) gingillo: 169 euro in “comode rate” da 45 euro.

A dispetto dell’ età la signora non ci sta: spedisce indietro il videotelefono con raccomandata (a spese sue) e decide di non pagare.

Mica facile, deve munirsi di bollettino di conto corrente in bianco e compilarlo con l’importo dei suoi consumi stornato del contributo per il Sirio.

La scomodità non la ferma. Così come non la dissuadono le due lettere di recupero crediti che una società le invia a nome dell’operatore.

Neppure Telecom, però, molla la presa e le sospende la linea del telefono fisso.

Siamo ora nel 2009 e questa è la classica goccia che fa traboccare il vaso.

Anche a 80 anni, evidentemente, la pazienza ha un limite e la signora si rivolge a Francesco Luongo, avvocato del Movimento difesa del cittadino di Benevento nonché responsabile nazionale del dipartimento Nuove tecnologie e servizi a rete dell’Mdc. Inizia una battaglia legale che si conclude solo il 19 luglio scorso, con la sentenza n. 1022 del Tribunale civile di Benevento che dichiara illegittimi i comportamenti di Telecom e condanna l’operatore al ripristino della linea, alla restituzione dei ratei pagati, alle spese e alla penale per l’indebita interruzione.

Una sentenza non scontata, anche se quello che accadeva tra il 2008 e il 2010 con i subagenti di Telecom è cosa nota. L’Antitrust, per esempio, nel maggio del 2011 aveva provato come fossero stati “affibbiati” a ignari utenti ben 15mila tra pc e videotelefoni.

In qualche caso, La lunga battaglia per ottenere il rispetto di un diritto Raimondo Scherru addirittura, i subagenti li avevano lanciati sui balconi dei primi piani pur di consegnarli.

Il senso di colpa, però, non deve aver sfiorato Telecom, almeno non nel caso della nostra signora beneventana, che a oggi, nonostante il giudizio favorevole, ha collezionato 1.166 giorni senza telefono.

La soddisfazione di Francesco Luongo è ovviamente grande.

“La sentenza è importante perché, oltre a indurre gli operatori telefonici a essere più cauti e diligenti nell’attivazione dei servizi ai consumatori, arriva in un momento delicato”, spiega.

“Da alcuni mesi l’Autorità per le garanzie nelle comunicazioni ha avviato un procedimento di revisionedella normativa sui contratti a distanza. Una deregulation delle garanzie per gli utenti telefonici che non condividiamo.

Al contrario, chiediamo al governo di recepire la nuova direttiva comunitaria valida per la telefonia e l’energia per una reale tutela dei consumatori”.

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